![]() Luigi Trippa Guida Alpina spec. 235/03 |
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Luigi Trippa Guida Alpina
In una decina d’anni salii molte vie classiche delle Alpi e delle Dolomiti, con una certa predilezione per le vie di misto. Ogni cinque-sei giorni scappavo in cerca di una via da salire, di una parete che non conoscevo, ma che era da “curriculum”... Il curriculum per me era una sorta di “patente da alpinista”, era la lista delle vie “assolutamente da fare”, le vie storiche: le Cassin, le Nord famose, la Sud della Marmolada, Il Pilone Centrale, il Pizzo Badile, i couloir di Gabarrou ... Un anno conobbi una Guida Alpina del centro-Italia, poco dopo ero con lui e con un amico in Patagonia Cilena sulle Torri del Paine, alla mia prima esperienza extraeuropea. La tempesta ci strapazzava come due fuscelli mentre la guida saliva tranquillo sulle staffe, sigaretta in bocca, con una serenita’ che mi colpi’, mi sentii sicuro, era la prima volta che sentivo quella sensazione. Quella era la montagna piu’ dura che avevo mai visto. Quella guida mi insegno’ moltissimo in poco piu’ di un mese, e continuo’ a farlo per qualche anno ancora. Dopo qualche anno mi dedicai maggiormente all’arrampicata su roccia ed allo sci-alpinismo, che in principio mi serviva come puro “mezzo di trasporto” durante le invernali. Cominciai i corsi da asp. Guida e dopo un piccolo inconveniente mi ritrovai con “il titolo”... Il mio regalo personale fu un viaggio in Himalaya, per la prima volta vidi montagne enormi, e scalai ad oltre 6000 mt., fino in vetta all'Ama Dablam, per alcuni la montagna più bella del mondo. Poi il Peru' , l'Islanda con gli sci e le slitte, ancora in Nepal e alle isole Svalbard... Negli ultimi anni mi sono dedicato anche alla sicurezza nei cantieri edili che operano in parete, quindi mi sono specializzato nel settore dei disgaggi e della potatura delle piante ad alto fusto, come coordinatore dei lavori e del POS relativo alle fasi di lavorazione in fune. |